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Condannato anche Tan Zuoren

febbraio 16, 2010

L’appello di Liu Xiaobo alla sentenza che il 25 dicembre scorso lo ha condannato a undici anni per “incitamento alla sovversione dell’ordine statale” non è stato accolto e la sentenza è stata confermata giovedì scorso, 11 febbraio, dalla Prima Corte Popolare Intermedia di Pechino. Qualche giorno prima, a Chengdu – nella regione del Sichuan devastata dal terremoto il 12 maggio 2008 – un altro tribunale condannava Tan Zuoren a 5 anni di carcere, con la medesima accusa: “incitamento alla sovversione dell’ordine statale”. Nel passato di entrambi la macchia indelebile di Tiananmen, 4 giugno 1989. Liu Xiaobo era fra gli studenti in quei giorni, con il megafono, e non ha mai smesso di ricordare quegli eventi, fino a proporre due anni fa Carta 08, manifesto per una nuova Cina democratica. Tan Zuoren invece non prese parte alle manifestazioni di piazza, ma negli ultimi anni si era attivato per ricordare e divulgare i fatti di quei giorni. Ogni sua iniziativa, articolo, email sono stati registrati dalla magistratura e usati contro di lui nelle motivazioni della sentenza del tribunale.

Ma tutti quelli che seguono il caso, in Cina e all’estero, sanno che Tiananmen centra poco con la condanna inflitta a Tan. Il suo essere cittadino attivo, informato, attento, l’aveva portato a condurre un’inchiesta parallela sui crolli delle scuole durante il terremoto del 2008 nei dintorni della sua Chengdu. Aveva proposto di aprire un database dove registrare tutti gli studenti morti nei crolli. Assieme ad altri aveva realizzato un video, “Una inchiesta di cittadini”, impietosa denuncia di un sistema corrotto che aveva permesso la costruzione di scuole fragili come il tofu. Tan Zuoren era un semplice cittadino che conduceva un’inchiesta ed è stato trasformato in un calunniatore, in un “dissidente” legato a cospiratori residenti fuori dalla Cina. In questa sentenza c’è tutta l’infamia di un potere fragile, che condanna una suo cittadino assetato di giustizia ma non ha nemmeno il coraggio di scrivere chiaramente quali sono i reali motivi della condanna. Infatti, a leggere la sentenza, ci si accorge che il suo attivismo per ricostruire la verità e accertare le responsabilità dei crolli delle scuole viene citato soltanto marginalmente, mentre tutta la colpa viene addossata alle sue posizioni rispetto alla vicenda Tiananmen.

In molti sono stati vicini a Tan Zuoren in questi mesi. Ai WeiWei – protetto per ora dalla suo essere una personalità artistica internazionale  – ha seguito il processo da vicino, ha cercato invano di fornire la sua testimonianza, ma è stato picchiato dalla polizia che ha fatto irruzione nel suo albergo prima dell’udienza dell’agosto 2009.

Stando ai tweet dei presenti, uscendo dall’aula Tan Zuoren avrebbe commentato: “Essere imprigionato per il bene del mio popolo è per me un onore”. Seguono i capi d’accusa. L’intera sentenza si trova tradotta su chinageeks.

L’imputato Tan Zuoren ha espresso insoddisfazione nei confronti del modo in cui il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha trattato “l’incidente del 4 giugno [Tiananmen, 1989, ndt]” e nel corso degli anni, sotto varie forme, ha preso parte al cosidetto “movimento per la memoria dei fatti del 4 giugno”. Il 27 maggio 2007 ha redatto il testo “1989: testimonianze dell’ultima bellezza, il diario dalla piazza di un testimone oculare” abbreviato “Diario dalla piazza”. Ha inoltre provveduto a diffondere il documento attraverso la rete in siti come “Torcia della libertà” e altri. In questo testo Tan Zuoren ha prodotto una descrizione distorta e calunniosa di come il Comitato Centrale del Partito ha trattato gli incidenti del 4 giugno. Poco tempo dopo la pubblicazione, Wang Danli, soggetto ostile residente all’estero, ha preso contatto con Tan Zuoren attraverso posta elettronica per sostenere l’iniziativa e per fornire materiale di propaganda riguardo agli incidenti del 4 giugno.

Il 4 giugno 2008, l’imputato Tan Zuoren, insieme ad altri dei suoi, ha donato sangue in un centro di raccolta in piazza Tianfu a Chengdu per commemorare gli incidenti del 4 giugno, in quell’occasione ha inoltre effettuato un’intervista telefonica con il network straniero “Sound of hope”. Dal novembre 2008 Wang Danli ha fornito più volte materiale di propaganda sugli incidenti del 4 giugno. Il 10 febbraio 2009 l’imputato ha spedito via email a Wang Danli il testo “Proposta di iniziative per la commemorazione dei 20 anni dagli incidenti di Tiananmen” nel quale proponeva, in occasione dell’anniversario del 2009, “la donazione di sangue da parte di tutti i cinesi nel mondo” per commemorare il 4 giugno. Nel 2008 dopo il terremoto del Sichuan il 12 maggio, molte volte Tan Zuoren si è fatto intervistare da media stranieri e ha tenuto svariate discorsi pubblici gravemente infamanti per l’immagine del Partito e del Governo. Il 27 marzo 2009 è stato assicurato alla giustizia dalle forze di polizia.

Una inchiesta di cittadini

dicembre 12, 2009

Post di oggi pubblicato sul blog di Wen Yunchao, alias Bei Feng

Un’inchiesta di cittadini – Regia: Ai Xiaoming, 64 minuti

di: Ai Xiaoming, Tan Zuoren, Xie Yihui, Hu Jie, Tegn Biao.

A fine agosto 2008, a cento giorni dal terremoto del Sichuan, le squadre di soccorso iniziarono a ritirarsi e i media cessarono di fare reportage sui disastrosi crolli delle scuole. L’ambientalista di Chengdu Tan Zuoren e alcuni volontari locali erano ancora lì, correndo da una scuola crollata all’altra alla ricerca delle ragioni dei crolli. Passò l’autunno e arrivò l’inverno, Tan Zuoren e Xie Yihui avevano visitato dieci contee e città e oltre ottanta paesi e villaggi nella regione dell’epicentro, coprendo una distanza di circa 3000 km. Riuscirono a mettere insieme un reportage investigativo che pubblicarono in rete a ridosso del primo anniversario del terremoto del 12 maggio. Si tratta della prima inchiesta indipendente condotta da cittadini sulle scuole crollate.

Tan Zuoren, come s’aspettava, perse la sua libertà. Intanto, l’artista pechinese Ai Weiwei intraprendeva altre azioni di cittadinanza. Gruppi di volontari andarono in Sichuan per compilare una lista degli studenti morti.

Questo documentario è un resoconto incompleto delle ricerche portate avanti da questi cittadini. E’ un’altra testimonianza che il regista vorrebbe presentare alla corte che sta processando Tan Zuoren per “istigazione alla sovversione del potere statale.”

[nota mia] Come si legge nell’imputazione a carico di Tan Zuoren, il noto attivista è osservato speciale delle autorità governative da tempo, ben prima della sua mobilitazione sul terremoto del 2008. E’ infatti accusato di “attività di propaganda sovversiva” per le sue esternazioni contro il verdetto pronunciato dal comitato centrale del partito sugli incidenti di Tiananmen nel 1989. Consiglio la lettura dell’imputazione in traduzione, anche per farsi un’idea del lessico – Orwelliano – di tali documenti. Ciò nonostante è bene non pensare a Tan Zuoren come a un sovversivo, o a un “dissidente” – parola tanto amata dalla stampa occidentale – ma piuttosto a un “cittadino attivo” come i tanti volontari che si sono uniti a lui: semplici cittadini che esigono giustizia e verità. Di seguito prosegue il post di Bei Feng.

Estratto:

I bambini morti nel crollo delle scuole il 12 maggio sono tutti figli di noi cinesi. Ciascuno di noi, ogni cinese che ancora ha una coscienza, dovrebbe sentirsi in colpa per questi bambini e dovrebbe assumersi la responsabilità delle loro morti. Quando questi bambini sono vittime di disgrazie e ingiustizie, oltre a dire “mi dispiace” in cuor nostro, possiamo fare qualcosa di più concreto per loro?

Soltanto se rispettiamo i morti possiamo essere teneri con i vivi. L’anniversario del 12 maggio è dietro l’angolo. Vorremmo cogliere questa occasione per fare una proposta attraverso la rete: che i cittadini cinesi si mobilitino per realizzare un “archivio degli studenti del 12.5” di modo che gli studenti e gli insegnanti morti nel terremoto abbiano il rispetto che si meritano.

Insistiamo perché i netizen cinesi promuovano un’inchiesta indipendente che faccia da base per lo svelamento della verità che ci è stata sino ad ora nascosta. Potremmo usarla come punto di partenza per un “monumento degli studenti del 12 maggio” on line. Dobbiamo usare internet per ri-connettere ancora una volta il nostro amore e la nostra dignità.

I cittadini di Chengdu Tan Zuoren e Xie Yihui.