Archive for the ‘News’ Category

Cercando Wukan…

dicembre 15, 2011

“In accordo con le norme vigenti i risultati per la parola Wukan non possono essere mostrati”

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Sulle dimissioni del Presidente

novembre 14, 2011

Sfinito dal sesso, fa un passo indietro per colpa del debitoBandao dushi bao (14-11-2011)

Ruby

gennaio 20, 2011

L’imbarazzo di essere italiani può arrivare quando meno te l’aspetti. A me ad esempio è capitato stamattina, su una panchina in una piazza affollata di Shenzhen. Il giornale appena comprato, la foto di una ragazza a pagina 26 e un titolo che non lascia scampo: “Italia, presidente del consiglio rifiuta di dimettersi per ‘lei’ “.

Fonte: Nanfang Dushibao del 20.01.2011

Danwei…

settembre 21, 2010

Lo so, lo so cari cinque lettori di caracina: si vedono sempre meno traduzioni in questo blog… ma un motivo c’è, e se n’è accorto pure zio Jeremy, di danwei.org che ci ha segnalati in home page oggi. L’ultima bella galleria, “Non chiamateci dissidenti” la trovate su cineresie.

Le foto sono di Tommaso Bonaventura; incontri, produzione e tutto il resto del buon Ivan Franceschini.

Wan Yanhai lascia la Cina

maggio 10, 2010

Wan Yanhai, attivista nella lotta all’AIDS, ha lasciato la Cina e rimarrà negli Stati Uniti con la sua famiglia. Troppe pressioni e intimidazioni da ambienti governativi l’hanno portato a questa decisione. Molti hanno espresso solidarietà su twitter. Altri l’hanno accusato di abbandonare la lotta per cercare rifugio fra braccia straniere. Zeng Jinyan, moglie di Hu Jia – altro attivista anti AIDS in carcere dal 2008 – oggi salutava in questo modo (@zengjinyan)

Ho appena saputo che Wan Yanhai è andato in esilio negli Stati Uniti con tutta la famiglia, sono scioccata. Ho subito provato a chiamare lui e sua moglie, ma niente da fare. Piango, il volto mi si è riempito di lacrime. Da un lato auguro loro tutta la felicità e la libertà possibili, dall’altro sento che è proprio difficile da accettare.

Ivan Franceschini, su Cineresie.info, racconta come sono andati i fatti.

Cineresie

maggio 2, 2010

Dopo lunga gestazione nasce finalmente Cineresie (cineresie.info).

Con due cari amici blogger e ricercatori (Ivan Franceschini e Gianluigi Negro) abbiamo deciso di unire le forze e dare il nostro contributo nel proporre “nuove prospettive sulla Cina contemporanea”. Parte così da oggi l’avventura di Cineresie.

“Caracina” rimane, probabilmente diventerà più un quaderno d’appunti e il grosso del lavoro, per me, verrà indirizzato verso il nuovo progetto che speriamo crescerà nel tempo e si aprirà a nuovi contributi per raccontare la Cina come piace a noi. Come piace a noi? Lo abbiamo spiegato in breve nella presentazione del sito che incollo di seguito. Siamo anche su facebook e twitter.

Cineresie nasce nel maggio del 2010 come sito d’informazione e analisi sulla società cinese contemporanea.  Le “cineserie” sono ninnoli cinesi o imitazioni di originali cinesi, un tipo di prodotto particolarmente di moda in Europa tra il Seicento e il Settecento; l’ “eresia” invece è un’affermazione o idea contrastante con le dottrine ufficiali o con l’opinione accettata comunemente.

In linea con il suo nome, questo sito si propone di dare alcune letture originali su quello che è la Cina di oggi, scardinando la comune visione di questo paese come una realtà in bianco e nero, in cui a un governo autoritario e repressivo si contrappongono pochi coraggiosi individui. Cineresie cerca di raccontare la complessità della società cinese contemporanea, senza cristallizzarsi sulle posizioni dei “paladini dei diritti umani”, né su quelle di coloro che nella Cina vedono un paese ideale ingiustamente maltrattato dai media occidentali. Per raggiungere questo obiettivo, Cineresie lascia, per quanto possibile, la parola ai cinesi stessi, fungendo da ponte tra questi ultimi ed il lettore italiano.

Han Han (non) rappresenta la Cina?

aprile 8, 2010

Han Han più influente di Obama? Per ora sì, mentre si continua a votare nel sondaggio indetto da Time Magazine per stilare la classifica delle cento persone più influenti nel mondo – per quanto questo genere di classifiche possa avere un senso.

Il popolo della rete cinese, ovviamente, ce la mette tutta per far salire il giovane blogger-scrittore-pilota. Di sicuro il personaggio più “influente” e trasversale  nell’opinione pubblica in Cina oggi. Lui intanto, come al solito, non si monta la testa e commenta – in un post da non perdere – “Mi chiedo spesso quale sia stato finora il contributo che ho dato a questa società, piena zeppa di ‘parole sensibili‘ Forse, alla fine di tutto, ho contribuito ad aggiungere un’altra parola sensibile e cioè il mio nome. Tutto qua.”

Mentre cerco di mettere insieme qualche contributo interessante, segnalo questo simpatico sondaggio lanciato sul sito del Quotidiano del Popolo. Non potendo non parlare della notizia, dato che il personaggio è un “argomento sensibile” , ecco come affrontano la questione (ho tradotto la seconda domanda, la più interessante):

Ritieni che Han Han possa rappresentare la Cina?

  • Assolutamente no
  • Solo in parte
  • Non so

Sempre considerato quel che può valere un sondaggio, ovviamente…

Google lascia, la notizia alla CCTV

marzo 23, 2010

Google.cn finisce di esistere, il traffico verrà dirottato sul sito di Hong Kong, google.com.hk. Ecco come ha dato la notizia il canale CCTV.

testo in cinese, qui.

Il responsabile del dipartimento dell’informazione e internet presso il consiglio di stato (SCIO) ha reso noto oggi all’alba che google sospenderà i filtri verso i contenuti sensibili richiesti dalla legislazione cinese e dirotterà i servizi del motore di ricerca verso il portale di Hong Kong.

Il responsabile ha evidenziato come le compagnie straniere che operano in Cina devono osservare le leggi cinesi. Google ha violato il contratto sottoscritto al momento dell’entrata nel mercato cinese e ha commesso gravi errori nel sospendere i filtri sulla ricerca, dopo aver insinuato che il governo cinese fosse il regista degli attacchi subiti da parte di hacker. Siamo del tutto contrari alla politicizzazione delle questioni che riguardano il business e siamo indignati per i modi e gli attacchi ingiustificati lanciati da google.

Il responsabile ha inoltre affermato che il 12 gennaio, senza darne comunicazione al dipartimento competente del governo cinese, google ha dichiarato di aver subito un attacco hacker sostenuto dalle autorità cinesi e che non era più disposta a “sottostare ai controlli sul motore di ricerca” e  “meditava il ritiro dal mercato cinese”. A prova della buona fede del governo cinese va detto che, su richiesta di google, sono stati fatti ripetuti incontri per comprendere in profondità le ragioni della compagnia americana. Il 29 gennaio e 25 febbraio di quest’anno le autorità cinesi competenti hanno incontrato per due volte a colloquio i manager di google per ascoltare e comprendere in maniera approfondita le loro richieste, ribadendo che tutte le compagnie straniere devono rispettare le leggi cinesi e che se google è disposta a farlo è benvenuta nel nostro Paese. Se invece google insiste nella sua volontà di ritirare il motore di ricerca dal mercato cinese, questo è un problema soltanto suo, e rimane il fatto che deve rispettare le leggi cinesi e le consuetudini internazionali, gestendo la sua dipartita con senso di responsabilità.

Il funzionario ha inoltre dichiarato che il governo cinese incoraggia lo sviluppo e la diffusione di internet e promuove la sua apertura verso il mondo. Lo scambio e il dialogo nella rete cinese sono estremamente vivaci e il commercio elettronico si sviluppa a grande velocità. I fatti confermano che la rete cinese è un terreno fertile per gli investimenti e lo sviluppo. La Cina continua convinta nella sua politica di apertura verso l’estero, dà il benvenuto alle imprese straniere nel web cinese, e si impegna a offrire i migliori servizi a chi arriva per fare business. Internet in Cina manterrà come è stato fino ad ora le sue potenzialità di sviluppo.

Il 23 marzo alle 3:03 di notte il senior vice president e chief legal officer di Google David Drummond ha rilasciato una dichiarazione nella quale attribuiva ancora una volta gli attacchi di hacker alla responsabilità del governo cinese e annunciava la sospensione dei filtri sul motore di ricerca cinese e il trasferimento del servizio a Hong Kong.