Condannato anche Tan Zuoren

L’appello di Liu Xiaobo alla sentenza che il 25 dicembre scorso lo ha condannato a undici anni per “incitamento alla sovversione dell’ordine statale” non è stato accolto e la sentenza è stata confermata giovedì scorso, 11 febbraio, dalla Prima Corte Popolare Intermedia di Pechino. Qualche giorno prima, a Chengdu – nella regione del Sichuan devastata dal terremoto il 12 maggio 2008 – un altro tribunale condannava Tan Zuoren a 5 anni di carcere, con la medesima accusa: “incitamento alla sovversione dell’ordine statale”. Nel passato di entrambi la macchia indelebile di Tiananmen, 4 giugno 1989. Liu Xiaobo era fra gli studenti in quei giorni, con il megafono, e non ha mai smesso di ricordare quegli eventi, fino a proporre due anni fa Carta 08, manifesto per una nuova Cina democratica. Tan Zuoren invece non prese parte alle manifestazioni di piazza, ma negli ultimi anni si era attivato per ricordare e divulgare i fatti di quei giorni. Ogni sua iniziativa, articolo, email sono stati registrati dalla magistratura e usati contro di lui nelle motivazioni della sentenza del tribunale.

Ma tutti quelli che seguono il caso, in Cina e all’estero, sanno che Tiananmen centra poco con la condanna inflitta a Tan. Il suo essere cittadino attivo, informato, attento, l’aveva portato a condurre un’inchiesta parallela sui crolli delle scuole durante il terremoto del 2008 nei dintorni della sua Chengdu. Aveva proposto di aprire un database dove registrare tutti gli studenti morti nei crolli. Assieme ad altri aveva realizzato un video, “Una inchiesta di cittadini”, impietosa denuncia di un sistema corrotto che aveva permesso la costruzione di scuole fragili come il tofu. Tan Zuoren era un semplice cittadino che conduceva un’inchiesta ed è stato trasformato in un calunniatore, in un “dissidente” legato a cospiratori residenti fuori dalla Cina. In questa sentenza c’è tutta l’infamia di un potere fragile, che condanna una suo cittadino assetato di giustizia ma non ha nemmeno il coraggio di scrivere chiaramente quali sono i reali motivi della condanna. Infatti, a leggere la sentenza, ci si accorge che il suo attivismo per ricostruire la verità e accertare le responsabilità dei crolli delle scuole viene citato soltanto marginalmente, mentre tutta la colpa viene addossata alle sue posizioni rispetto alla vicenda Tiananmen.

In molti sono stati vicini a Tan Zuoren in questi mesi. Ai WeiWei – protetto per ora dalla suo essere una personalità artistica internazionale  – ha seguito il processo da vicino, ha cercato invano di fornire la sua testimonianza, ma è stato picchiato dalla polizia che ha fatto irruzione nel suo albergo prima dell’udienza dell’agosto 2009.

Stando ai tweet dei presenti, uscendo dall’aula Tan Zuoren avrebbe commentato: “Essere imprigionato per il bene del mio popolo è per me un onore”. Seguono i capi d’accusa. L’intera sentenza si trova tradotta su chinageeks.

L’imputato Tan Zuoren ha espresso insoddisfazione nei confronti del modo in cui il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha trattato “l’incidente del 4 giugno [Tiananmen, 1989, ndt]” e nel corso degli anni, sotto varie forme, ha preso parte al cosidetto “movimento per la memoria dei fatti del 4 giugno”. Il 27 maggio 2007 ha redatto il testo “1989: testimonianze dell’ultima bellezza, il diario dalla piazza di un testimone oculare” abbreviato “Diario dalla piazza”. Ha inoltre provveduto a diffondere il documento attraverso la rete in siti come “Torcia della libertà” e altri. In questo testo Tan Zuoren ha prodotto una descrizione distorta e calunniosa di come il Comitato Centrale del Partito ha trattato gli incidenti del 4 giugno. Poco tempo dopo la pubblicazione, Wang Danli, soggetto ostile residente all’estero, ha preso contatto con Tan Zuoren attraverso posta elettronica per sostenere l’iniziativa e per fornire materiale di propaganda riguardo agli incidenti del 4 giugno.

Il 4 giugno 2008, l’imputato Tan Zuoren, insieme ad altri dei suoi, ha donato sangue in un centro di raccolta in piazza Tianfu a Chengdu per commemorare gli incidenti del 4 giugno, in quell’occasione ha inoltre effettuato un’intervista telefonica con il network straniero “Sound of hope”. Dal novembre 2008 Wang Danli ha fornito più volte materiale di propaganda sugli incidenti del 4 giugno. Il 10 febbraio 2009 l’imputato ha spedito via email a Wang Danli il testo “Proposta di iniziative per la commemorazione dei 20 anni dagli incidenti di Tiananmen” nel quale proponeva, in occasione dell’anniversario del 2009, “la donazione di sangue da parte di tutti i cinesi nel mondo” per commemorare il 4 giugno. Nel 2008 dopo il terremoto del Sichuan il 12 maggio, molte volte Tan Zuoren si è fatto intervistare da media stranieri e ha tenuto svariate discorsi pubblici gravemente infamanti per l’immagine del Partito e del Governo. Il 27 marzo 2009 è stato assicurato alla giustizia dalle forze di polizia.

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