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febbraio 1, 2010

Ieri sul blog di Li Xiaoguai..

Leggere la blogosfera Cinese (I)

dicembre 15, 2009


Traduco (via Hu Yong) la prima parte – la seconda nel prossimo post – di un saggio di Isaac Mao pubblicato in questi giorni su Deutsche Welle. Esiste anche una versione in inglese dell’articolo che però presenta parecchi tagli. Isaac Mao (Mao Xianghui 毛向辉, 1975) blogger, ricercatore, imprenditore, è certamente uno dei guru di internet in Cina. Qui spiega per sommi capi l’evoluzione della rete cinese negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda i blog e la partecipazione on line. Una lettura utile che suggerisco come traccia da cui iniziare lo studio della blogosfera cinese, e non solo. (Link e note miei)

Dodici anni fa, Hu Yong, pioniere di internet e professore alla scuola di giornalismo e comunicazione della Beijing University, pubblicò la sua traduzione in cinese di Being Digital di Nicholas Negroponte. In quel momento, molti giovani cinesi furono incentivati a lanciarsi alla scoperta di Internet. Recentemente, con la pubblicazione del suo The Rising Cacophony (Zhongsheng Xuanhua 众声喧哗) e della traduzione di Here Comes Everybody ha destato come allora l’interesse di molte persone. Ma stavolta, e questo è il fatto nuovo, il professor Hu non ha diffuso i suoi lavori attraverso i media tradizionali, ma sul proprio blog, su twitter e sul portale cinese di libri douban.com, ricevendo la stessa attenzione.

Eppure quando, nel 2002 , il sito cnblog.org pubblicò un post intitolato: “Attiriamo più blogger – migliaia di blogger originali per la Cina!” pareva assai difficile che questa chiamata avrebbe avuto risposta. Nel 2002 in Cina i blogger erano meno di un migliaio. Nel 2003 erano saliti a 100.000 e nel 2004 a 300.000. Nel 2005 erano circa un milione.

Il primo Meeting dei Blogger Cinesi (Chinese Bloggers’ Conference 中文网志年会, 2005) si tenne a Shanghai con lo slogan Everybody is somebody (平等心,众生志). Da allora, l’evento si è tenuto con cadenza annuale diventando il simbolo di un movimento in crescita.

Investitori temerari diedero un sostegno importante a giovani start-up e instillarono coraggio nei giovani pionieri del settore. Non mancarono le bolle di sapone e il mercato col tempo dimostrò che i Weblog difficilmente potevano rappresentare un modello di business in grado di autosostenersi. L’eccessiva impazienza dei pionieri fece sì che questa attività perdesse rapidamente seguito e sostegno. Ma con l’avvento di alcuni grossi portali internet (Sina, Sohu, Netease ecc.), i blog persero finalmente la loro aura di mistero e divennero accessibili a tutti. Oggi milioni di Cinesi aggiornano il proprio blog su base giornaliera – questo fatto somiglia molto al modello a “S” con cui Ray Kurzweil descrive l’evoluzione teconologica – e nella Cina odierna sono diventati un fenomeno di massa.

La comparsa del citizen journalism

L’influenza dei blog sulla società è cresciuta di pari passo con la loro diffusione su larga scala. Il modello editoriale innovativo, unito alla facilità di utilizzo dello strumento, ha aumentato la consapevolezza delle possibilità offerte dalla rete intesa come luogo di libertà d’espressione.

Prima del 2004 i blog erano roba da “iniziati” della rete. Ma le cose sarebbero cambiate di lì a poco, con l’affacciarsi sulla scena di Mu Zimei e altri “autori” popolari; fu allora che la parola “blog” (博客 boke) entrò nell’uso comune per definire un diario on-line. Nei settori più disparati si affermavano blogger in grado di fare tendenza grazie ai loro punti di vista fuori dal comune. Nel campo dell’ Information Technology, per esempio, Keso (Hongbo 洪波) si guadagnò un seguito notevole grazie alle sue analisi intelligenti. Personaggi famosi come l’attrice Xu Jinglei, presero a usare i loro blog per incrementare il numero dei propri fan. Attraverso i post gli ammiratori potevano conoscere lati inediti e più intimi dei loro beniamini. E proprio grazie a questo il blog di Xu Jinglei divenne in breve tempo il più famoso blog personale della rete.

Il giornalista Wang Xiaofeng è stato uno dei primi blogger cinesi. I suoi post provocatori gli hanno portato un’audience tanto vasta da renderlo più influente di quanto non fosse riuscito ad essere attraverso i media tradizionali. Alcuni autori indipendenti, come Hecaitou, attraverso una scrittura pungente, riuscirono a far emergere in rete il proprio carattere distintivo. Parallelamente, seguendo l’esempio di queste nuove “celebrità”, altri incominciarono a condividere in rete conoscenze, opinioni ed esperienze.

Prima di questa ondata di spontaneità, fino al 2002, le discussioni on line avvenivano soltanto attraverso i forum e i portali web. All’epoca era possibile commentare le notizie dei media tradizionali soltanto sottostando ai termini d’uso imposti dai portali ospitanti le discussioni.

Oggi invece sono i blog stessi a essere diventati fonti di notizie. Con la nascita dei cosiddetti citizen journalists (公民记者), dopo il 2006, blogger come Zhou Shuguang (Zuola) e Lao Humiao (Tiger Temple) hanno attratto l’interesse del pubblico. Completamente indipendenti, fanno inchieste e reportage su questioni sensibili in tutto il paese; ad esempio sullo scandalo della Yilishen avvenuto nel Liaoning (2007), o nel caso degli sfratti forzati a Chongqing (2007), o negli scontri di Weng’an nel Guizhou (2008). Sebbene questi cittadini-giornalisti siano spesso oggetto di critiche, rappresentano una realtà in crescita capace di riempire i vuoti lasciati dai media tradizionali.

Raggrupparsi attraverso i blog

La condivisione delle idee ha trovato nella rete uno strumento per svilupparsi. E la grande maggioranza dei cinesi, quando si tratta di esprimere le proprie opinioni, dimostra una spiccata vocazione alla coscienza collettiva (集体意识): ognuno tende a unirsi a gruppi  con opinioni simili alle proprie. I primissimi blog di cnblog.org, piattaforme come bullog.cn – che poi è stato bloccato – o siti dedicati alla divulgazione scientifica come songshuhui.net, si sono tutti inseriti nella mentalità cinese di “fare come fanno gli altri”. Ciò in realtà, rappresenta un ottimo punto di partenza dal punto di vista dello sviluppo di una coscienza critica individuale. In altre parole, piccoli gruppi autoconsapevoli, rappresentano fonti dinamiche di diversità in una società come quella cinese caratterizzata da una coscienza collettiva monolitica. All’interno di un piccolo gruppo, il singolo può trovare più facilmente sostegno e protezione, e di conseguenza è più facile che sviluppi opinioni personali (个人主义 lett.: individualismo). Questo è un fatto importante in Cina dal momento che in questo modo, qualora un individuo subisse un’intimidazione da parte delle autorità, il suo gruppo gli può garantire una certa protezione.

La funzione più importante dei blog in Cina è stata proprio quella di connettere persone che condividevano idee, interessi, speranze e che erano disposti a collaborare ed aiutarsi. Questo nuova forma di scrittura rappresenta un fatto inedito nel sistema cinese, verticale per tradizione, in cui ogni individuo poteva collaborare soltanto con chi si trovava nella sua stessa posizione. La confusa apertura del mercato [negli anni ’80, ndt] ha dato qualche occasione di commercio in più, ma certo non l’opportunità di costruire relazioni umane affidabili.


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