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Aspettando Obama

novembre 13, 2009

obamao

E’ imminente l’arrivo di Obama in Cina. Ieri, 12 novembre, alcuni dei più noti blogger e giornalisti indipendenti cinesi, sono stati invitati a partecipare a un incontro con i diplomatici dell’ambasciata americana a Pechino, in collegamento con i consolati di Shanghai e Guangzhou. Fra i presenti, a Pechino c’erano Hu Yong 胡泳, Jeremy Goldkorn (danwei.org), Rao Jin 饶进 (anti-CNN), He Xuefeng 何雪峰, Michael Anti 赵静, Chen Liang 陈亮, Wang Zheng 王诤, Hecaitou 和菜头; da Canton Wen Yunchao 溫云超, 王尔山 Wang Ershan; da Shanghai Qi Ge 齐格 e altri.

Le autorità americane hanno permesso di portare con sè palmari e computer, il che ha consentito di seguire dal vivo l’evento via twitter attraverso gli aggiornamenti di alcuni dei presenti. I temi delle domande rivolte ai diplomatici americani, riassumendo brevemente quanto riportato in tempo reale da @mranti, possono essere elencati come segue. Obama interverrà o meno sul tema della libertà di parola in Cina? In particolare dirà qualcosa sui blocchi ai vari social network e servizi on line? Obama aggiornerà le sue pagine su facebook e twitter? A che punto è la comprensione reciproca dei due paesi, cosa ha intenzione di fare per migliorarla? Cos’hanno davvero in comune i rispettivi sistemi di valori? Ci saranno rassicurazioni sulle buone relazioni commerciali fra i due paesi? Obama a Shanghai potrà dialogare in diretta anche con i netizen cinesi?

Molto interessante sarà seguire – se non verrà annullato! – proprio l’incontro pubblico del 16 novembre a Shanghai, quando il presidente americano parlerà con 500-700 studenti, presso il municipio della città. Non è ancora stato reso noto quali studenti parteciperanno e di quali università.

Segue traduzione del post di Hecaitou, uno dei blogger presenti che ha raccontato l’incontro dal suo punto di vista, a tratti ironico.

Oggi pomeriggio ho partecipato al briefing con i blogger in vista della visita di Obama in Cina. […..] La mia domanda è stata abbastanza semplice. Ho chiesto innanzi tutto se Obama durante il suo soggiorno in Cina aggiornerà come al solito i suoi account su twitter o facebook. In secondo luogo, se eventualmente fornirà anche la traduzione cinese. Infine, è vero che il presidente durante l’incontro pubblico a Shanghai spiegherà come l’utilizzo di strumenti come Facebook e Twitter sia per lui un modo per mantenersi in contatto e interagire con la gente?

Mi è stato risposto che Obama aggiornerà i suoi Twitter e Facebook e aggiornerà anche il suo blog sul viaggio in Cina. Allo stesso tempo i suoi addetti alla comunicazione si preoccuperanno di fornire la traduzione cinese in modo che i netizen cinesi possano meglio comprendere.

Riconoscendo che queste mie domande non erano del tutto sincere, avevo un “HOW?” in bocca che non sono riuscito a far uscire. Ma non è cosa per cui dovrebbe venirmi il mal di testa.

Le domande degli altri blogger erano tutte abbastanza serie. Il mio preferito, Hu Yong ha chiesto: il presidente Obama ama molto parlare dei sistemi di valori; Stati Uniti e Cina, effettivamente, che sistema di valori condividono? Dopo un breve silenzio e un sorriso, uno dei funzionari americani ha risposto in modo molto diplomatico: “dalla pace in casa a quella nel mondo intero le due parti hanno moltissimi punti in comune”.

Due ottimi blogger cinesi erano Wang Zheng, della Chinese Communication Media University e Rao Jin, di anti-cnn.

Wang Zheng, prima di fare la sua domanda ha voluto esternare il suo disaccordo con quanto detto in precedenza dal blogger Bei Feng [alias Wen Yunchao, ndt]: “la domanda che è stata appena fatta dal blogger non rappresenta assolutamente il pensiero ufficiale della Cina, la gran parte di noi cinesi non si occupa del problema della libertà di parola, è preoccupata soltanto che si possano fare affari e si possa entrare e uscire liberamente dagli Stati Uniti”. Poi ha proseguito tenendo una lezione per gli astanti sul fatto che non si può esportare con la forza un sistema di valori e che ogni paese deve avere il proprio sistema di valori indipendente. Finito il suo discorso mi è sembrato di sentire che partivano le previsioni del tempo alla TV [ironico, leggi: sembra di stare su CCTV, propaganda ecc., ndt]

Rao Jin con la sua domanda ha dimostrato una capacità teorica ugualmente sopraffine. Ha spiegato di aver imparato da “Prison Break” e da “The Transformers” che l’FBI e l’esercito americano in caso di necessità infrangono i diritti del cittadino ed entrano nelle caselle di posta elettronica private. Usando egli stesso i servizi di posta elettronica offerti da gmail e simili era dunque preoccupato che i suoi segreti personali potessero essere violati dall’FBI. Il funzionario americano ha risposto molto seriamente: “Non può farsi un’idea degli Stati Uniti soltanto attraverso le fiction tv”. Pronunciate queste parole, tutti gli americani presenti hanno avuto un moto di riso interiore.

Il briefing si è concluso in un’atmosfera ilare, altre domande sono state lasciate al presidente Obama in arrivo. E voi che domanda fareste a Obama?



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